Arriva finalmente l’estate ma purtroppo anche l’invasione delle zanzare che secondo i dati ogni anno sono in netto aumento. Circa 8-10 anni fa i pipistrelli svolazzavano di notte nei nostri giardi ma sono misteriosamente scomparsi. Scompare cioè un anello fondamentale della catena alimentare dove purtroppo, come sempre in questi casi c’è la mano dell’uomo. Ma non tutto è perduto. Radio Fregene si fa propotrice di un progetto di riqualificazione proponendo di installare delle batbox ovvero casette per richiamare ed ospitare i pipistrelli.
 
I pipistrelli sono efficienti e innocui alleati nella lotta biologica alle zanzare e agli insetti dannosi per le colture. l’inquinamento e l’urbanizzazione mettono in seria difficoltà questo gruppo animale.
  
Noi e i pipistrelli
I pipistrelli non godono di buona fama tra la gente. Nonostante il fatto che in pochi possano dire di avere visto un pipistrello da vicino, molti se lo immaginano come un mostriciattolo alato, pronto a mordere chiunque si avvicini. Eppure, chi ha la fortuna di scoprirli o di farne conoscenza anche solo episodica, scopre un universo incredibile.
  
Lotta agli insetti
Prima di parlare dei pipistrelli e della loro utilità, parliamo delle loro prede: gli insetti e in particolare le noiose e insistenti zanzare che movimentano le nostre sere estive. Certamente ognuno ha il diritto di difendersi dalle punture di zanzara, ma è importante farlo nel modo corretto. Oggi sappiamo che gli insetticidi di sintesi (piretroidi, esteri fosforici, neonicotinoidi ecc.) che troppo spesso vengono nebulizzati nell’ambiente e comunemente usati per la lotta alle zanzare non risolvono il problema perché nuove zanzare si ripresenteranno nel giro di uno o due giorni dopo tali trattamenti. Inoltre, le generazioni successive degli insetti superstiti saranno sempre più resistenti grazie ad un processo di selezione naturale, e prima o poi questi veleni non saranno più in grado di fermarle, neanche per un giorno. La questione più importante è che tali sostanze, capaci di provocare la morte di moltissimi piccoli animali fastidiosi per l’uomo, non hanno una totale capacità selettiva nei confronti di altri organismi viventi. Recenti ricerche in campo chimico, biochimico e medico hanno dimostrato che questo tipo di sostanze sono in grado di inibire alcune attività enzimatiche alla base sia del corretto funzionamento degli organismi viventi, sia del sistema di difesa di cui gli organismi animali sono dotati (uomo ed animali domestici compresi). Si tratta inoltre di sostanze tossiche ad alta residualità dichiarata, che rimangono nel suolo per molti anni, con la possibilità di passare nelle falde acquifere, inquinandole.
  
Di fatto, tali sostanze sono pericolose per la salute umana. Purtroppo in Italia la ricerca dispone di poche risorse e mancano perciò ricerche specifi che al riguardo, ma in altri Paesi si è dimostrato che anche i comuni repellenti, le spirali e le piastrine, quando utilizzati senza le dovute precauzioni indicate nelle avvertenze, possono causare disturbi respiratori, irritazioni cutanee, disfunzioni dell’apparato riproduttivo e della crescita, alcune forme di tumore e immunodepressione.
  
Con le disinfestazioni vengono sterminati insetti utili come le farfalle, le lucciole, le api. Subiscono la stessa sorte degli insetti anche i loro predatori naturali come gli anfi bi, gli uccelli e gli stessi pipistrelli che accumulano nei propri tessuti il veleno contenuto negli insetti predati. In particolare le api sono decimate dalle irrorazioni chimiche (in Italia la mortalità annua ha ragiunto quasi il 50% nel 2007) con gravi ripercussioni sui raccolti: 1/3 dell’alimentazione umana dipende infatti dagli insetti impollinatori e le api concorrono a questo lavoro per l’80%. Anche erba medica e trifoglio, utilizzati per l’alimentazione del bestiame, dipendono dal lavoro delle api.

“Quando scompariranno le api, sarà la fine dell’umanità”.

(Albert Einstein)

Ma quali sono le soluzioni ecosostenibili al problema?
Prima di tutto sospendere i trattamenti che prevedono la nebulizzazione di pesticidi di sintesi. Ma è importante anche impegnare maggiori risorse per la ricerca, in modo da sviluppare biomolecole a minore impatto. Nel frattempo è opportuno divulgare, applicare ed incentivare alcune tecniche naturali e selettive sia larvicide che adulticide. Nella lotta alle zanzare è prioritario combattere i focolai larvali nelle pozze e nelle raccolte d’acqua, dove si hanno grandi concentrazioni di questi animali ai primi stadi di vita. Combattere le zanzare quando sono allo stadio adulto e capaci di volare è molto più difficile perché gli animali da colpire sono dispersi su un territorio assai più vasto.
  
Rimedi naturali antizanzara
• Eliminare o tenere sotto controllo ogni raccolta d’acqua, anche minima dove le zanzare possano deporre le loro uova: sottovasi, annaffiatoi, catini e bidoni da orto, ma anche materiale abbandonato che possa trattenere dell’acqua come pneumatici, teli di plastica, barattoli ecc. Quello che non si può eliminare deve essere protetto da una rete a maglie fitte che impedisca alle zanzare l’accesso all’acqua (è il principio della zanzariera). Bisogna sapere che la zanzara tigre è una cattiva volatrice e che per questo il suo raggio di azione raggiunge appena i 300 metri, generalmente si limita addirittura a poche decine di metri. Insomma, ognuno ha nel suo giardino le zanzare tigre che si merita.
  
• Tenere sotto controllo l’acqua che si raccoglie in tombini e caditoie. Sono questi i luoghi prediletti dalle femmine di zanzara per deporre le uova, perché umidi e bui. Il metodo di intervento migliore è quello fisico e si può applicare isolando il tombino con una rete a maglie fitte.
  
• È possibile utilizzare anche il batterio Bacillus thuringiensis varietà israeliensis, che vive sulla vegetazione acquatica di cui si nutrono le larve di zanzara e che, una volta ingerito dalle larve, le uccide in poche ore. Deve essere usato soltanto in tombini e piccole pozze, mai in ambienti naturali come stagni e laghetti, in quanto la sua azione larvicida sarebbe letale anche per altri insetti come le libellule, predatrici naturali delle zanzare. Il prodotto è venduto in farmacia in compresse.
• Un metodo molto particolare è quello delle ovitrappole personali. Si tratta di piccoli vasetti di plastica scura riempiti per metà d’acqua, da disporre in terrazza o in giardino. Un forellino di “troppo pieno” praticato a metà altezza del vaso impedirà il suo riempimento in caso di pioggia. Al suo interno si mette una piccola striscia di legno ruvido dove le zanzare andranno a deporre le uova. Lo scopo è quello di attrarre le femmine di zanzara della zona. Una volta alla settimana, prima della maturazione delle larve, occorre svuotare i contenitori e grattare via le uova. Con l’aiuto di una lente, ci si può divertire anche a contare quante uova e larve sono state eliminate. È un metodo semplice ed efficace.
  
• Per chi si trova a combattere le zanzare tra le mura domestiche, zanzariere prima di tutto. È un metodo semplice e funzionale che dà subito ottimi risultati.
  
• L’olio di Neem è un repellente naturale ottenuto da una pianta di origine asiatica (Azadirachta indica) . Non ha controindicazioni e può essere tranquillamente applicato sulla pelle. Si trova nelle erboristerie più specializzate.
  
• Favorire i predatori naturali delle zanzare , sia quelli che vivono in ambienti acquatici e che si nutrono principalmente delle larve, come i pesci, ad esempio le tinche, gli anfi bi (rane, raganelle e rospi) e le libellule, sia i predatori dei cieli come rondini, rondoni, balestrucci, e i pipistrelli.
   

Un killer per amico

Quanto sono efficaci i pipistrelli nella caccia agli insetti? Sono davvero in grado di tenere sotto controllo il loro numero? Si può stimare la quantità di insetti che un pipistrello è capace di predare in una sola notte con dei semplici calcoli: la sera, prima che esca dal suo rifugio, il pipistrello viene pesato. Pesiamo poi nuovamente lo stesso individuo al suo rientro all’alba, dopo un’intera notte di caccia. Scopriamo così che il suo peso è aumentato di parecchio, dal 25 al 50% in più di quello iniziale. Questi pochi grammi di incremento sembrano ben poca cosa, ma se li dividiamo per il peso degli insetti predati, che varia in funzione della specie di insetto considerata, otteniamo un numero che oscilla tra i 50 e i 10.000 insetti. Sicuramente le zanzare rientrano nella dieta di molti chirotteri, perché osservando al microscopio le loro feci è facile trovarci piccoli resti di zanzara (frammenti di ali, zampette ecc.). Sapere invece quante sono le zanzare predate è più difficile. Il numero dipende certamente dalla loro abbondanza nell’ambiente rispetto ad altri insetti e quindi dalla facilità con la quale i pipistrelli riescono a trovarle durante la loro caccia notturna. Se un pipistrello catturasse solo zanzare (ad esempio in aree dove queste sono davvero abbondanti), in base al peso medio dell’insetto possiamo calcolare che il numero massimo potrebbe arrivare anche a 2.000. Tuttavia i pipistrelli da soli non possono liberarci definitivamente dalle zanzare, ma se riusciremo a ripopolare i cieli di questi preziosi alleati e applicare le buone pratiche per la lotta alle zanzare, otterremo certamente buoni risultati, senza contare che avremo contribuito a rendere migliore e più sano l’ambiente.

Le BATBOX

Negli ultimi decenni, si sono moltiplicati gli studi per comprendere i motivi del declino dei Chirotteri. In sintesi, possiamo dire che le principali minacce derivano dall’alterazione dell’habitat (“banalizzazione”, ossia perdita di bio diversità, delle aree naturali e dei mosaici ambientali di tipo agricolo), dal crescente inquinamento (per l’uso sconsiderato di pesticidi che contaminano le loro prede e le acque a cui si abbeverano) e dalla perdita di rifugi idonei, che come abbiamo detto sono essenzialmente costituiti da cavità sotterranee, cavità degli alberi e vari tipi di costruzioni umane. Tra queste ultime, i ruderi e le vecchie case sono le più adatte ad ospitarli nella buona stagione, perché ricchi di ampie soffitte e sottotetti, ma anche di anfratti, pertugi e fessure dove diverse specie di pipistrello trovano rifugio. Purtroppo questi edifici stanno via via scomparendo e le nuove case sono costruite con altri metodi, certamente più efficienti nell’evitare gli sprechi e la dispersione del calore, ma anche più avare di rifugi per i pipistrelli. Se la passano peggio quei pipistrelli che amano appendersi ai soffitti di stanze, soffitte e scantinati, perché assai più esposti alla vista rispetto a quelli che invece s’infilano in strette fessure. I primi sono più facilmente oggetto di irresponsabili atti di vandalismo da parte di persone che ignorano il loro valore e la loro fragilità, i secondi hanno qualche probabilità in più di passare inosservati. Di fatto c’è crisi degli alloggi e allora, anche in ambienti urbani, una batbox ben posizionata costituisce una valida alternativa per le specie cosiddette “fessuricole”. Non crediate che la città non sia adatta alla vita di un pipistrello. Sappiamo che molti di loro vi sono attratti da un clima più caldo, dai
molti insetti che la sera si trovano intorno ai lampioni e da quelle strette fessure che ogni tanto riescono a trovare ad esempio fra le tegole di un tetto o dietro le grondaie. L’uso di bat box non è una novità. Anche in Europa si conoscono da diversi anni, ma sono state usate finora soprattutto per attrarre e studiare quelle specie che si rifugiano nei cavi dei vecchi alberi. Questi modelli riproducono le cavità di marcescenza o quelle create dal lavoro dei picchi e vengono installate principalmente in aree boschive dove funzionano egregiamente. Non sono invece adatte ai più caldi ambienti cittadini, dove si riempirebbero in fretta di formiche, vespe, calabroni e, nel migliore dei casi, di cinciarelle (piccoli uccelli). Solo recentemente si sono cominciati ad usare la Bot-Box. Lo scopo in questo caso  quello di fornire un rifugio alternativo alle specie più “antropofile” che negli ultimi decenni sono anch’esse in preoccupante rarefazione. (Fonte:Unifi.it)

Concludendo

Si tratta di un sistema semplice, efficace e soprattutto naturale. Come sarebbe Fregene con tante BatBox installate su case ed alberi? Beh sicuramente sarebbe come 8-10 anni fa quando questi piccoli mammiferi animavano ancora il cielo notturno dei nostri giardini. Qualcuno di voi se li ricorda? Siamo convinti che sarebbe importante tentare di farli tornare e prendersi di nuovo l’incarico di ristabilire il naturale equilibrio tra esseri umani e zanzare. Ricordate: ogni volta che spezziamo un anello della catena naturale….si ripercuote sempre e solo verso noi stessi. Per chi volesse dotarsi di una BatBox potrà contatare la LIPU:
Oppure la redazione di Radio Fregene perchè abbiamo allestito un piccolo laboratorio per la costruzione. BatBox standard dimensioni 40×60 cm. Prezzo 30 euro
Questa in basso è la prima che abbiamo installato.
Ora aspettiamo che venga colonizzata. Ma una sola non basta. Riempiamo Fregene di Batbox e tentiamo tutti insieme di richiamare i pipistrelli. L’estate è vicina e forse siamo in tempo.